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desiderare

DESIDERARE: dal latino desiderare, infinito presente attivo di desidero, cioè ” sentire la mancanza di”, derivato di sidus, ” costellazione, stella “: nel linguaggio augurale o dei marinai, constatare l’assenza di un astro significava delusione, rimpianto, al contrario di considerare, constatare la sua presenza e per estensione “considerare, esaminare attentamente”.

Questa mattina ho avuto modo di considerare questa parola, questo verbo.

Igor Sinibaldi sostiene che il desiderare significa volere a tutti i costi, nel passato si pensava che fossero le stelle a stabilire quale sarebbe stato il futuro ed il presente dell’uomo, così che senza il favore delle stelle, nessuno potesse raggiungere i suoi obiettivi.

desiderare

Desiderare quindi potrebbe avere la valenza di voler ottenere senza il favore delle stelle, sfidando l’universo, il fato e qualsiasi barriera umana o non.

È incredibile come la presenza o l’assenza di desiderio possa influire nella vita di una persona, basta pensare a quando siamo ammalati o troppo stanchi e ciò ci provoca assenza di desiderio di mangiare, o a quanto un bambino riesce a muovere intere famiglie per arrivare a posare le proprie manine su quei giocattoli che tanto desiderava.

Il desiderio è la scintilla che fa muovere ogni cosa, perfino la creazione del mondo da parte di Dio può essere attribuita ad un desiderio profondo che scaturisce nella creazione dell’universo stesso.

Andrea Condello parla spesso di desiderio ardente, senza il quale le persone non riescono ad ottenere i risultati che vogliono, e come si può obiettare a tale considerazione se a riflettere bene ciascuno di noi conosce potenziali campioni che non ottengono grandi risultati perché non sono mossi da un perché, in poche parole, il ragazzo è intelligente ma non si impegna.

A mio parere il desiderio potrebbe essere distinto in 2 macro aree: ciò che vuoi ottenere, e ciò che vuoi dare o realizzare.

La prima area è quella che difficilmente troverà una chiave di risoluzione, e quando la troverai sarà ancor più difficile che la risoluzione possa essere permanente; l’essere umano è portato a ricercare sempre qualcosa che lo appaghi e quando l trova la sua natura è quella di ricercare qualcosa di migliore, questo meccanismo è interrotto nel momento in cui il ricercatore diventa realizzatore, vale a dire quando la persona mette le basi per creare da se quello che desidera.

La seconda area è quella che forse guardiamo meno frequentemente, ma quando la inquadriamo è quella che certamente può darci maggiori soddisfazioni.

È chiaro che ognuno di noi ha un numero indefinito di esigenze che cerca di risolvere in qualche modo, ma quante di queste sono dovute ad una mancanza di qualcosa che dovrebbe venire da fuori e quante di queste sono invece dovute ad una nostra difficoltà personale?

O quanto meno sarebbero risolvibili grazie ad un nostro intervento personale che non arriva perché forse è più facile attribuire le responsabilità del nostro non star ben ad altri piuttosto che a noi stessi, o peggio ancora è più facile catalogare il problema come irrisolvibile e rassegnarci ad una confortevole infelicità, barricarci dietro il sono fatto così o sono gli altri a dover cambiare.

Ma la verità è che se c’è un desiderio, stai sentendo che qualcosa ti manca e se il desiderio è ardente troverai le forze per cambiare, smuovere le montagne ed ottenere.

Finanche la fede è infruttuosa se viene meno il desiderio, anzi la fede è mossa proprio dal desiderio. Non puoi avere fede su qualcosa che non desideri realmente.

L’assenza di desiderio, a dirla tutta, è anche definita apatia, ed è il gradino più basso in assoluto del tono vitale, sotto c’è solo la morte.

Questo è il motivo per il quale una persona che ama, che desidera è molto più alta di tono di una persona che invece non ha più stimoli dalla vita e sarà più pronta e prodiga anche verso gli altri.

La persona con un desiderio forte cercherà di realizzarlo a tutti i costi, ma allo stesso tempo sarà più pronta a dare a tutti coloro che glielo chiedono, perché sarà più aperto alla comunicazione e più pronto a recepire opportunità per se e per gli altri.

A volte la paura di non raggiungere il nostro sogno, il nostro desiderio fa si che dimentichiamo il vero perché per il quale viviamo, quello è il giorno in cui cominciamo a morire, preda della rassegnazione e del compiacimento della nostra pochezza.

Trova il tuo motivo per vivere, ricercalo nel profondo del tuo desiderio e dopo spingi per realizzarlo, circondati di nuovi desideri e trovane di nuovi non esiste una lista abbastanza lunga.

Una vita senza desideri è simile ad un pane con la muffa, può anche saziarti, ma non ti lascerà mai un buon sapore in bocca.

Buon desiderio

#VitaVincente
Vita Vincente-Giuseppe Arata

 

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